Cane Lupo Cecoslovacco Parto Nascita Cuccioli 3 Parte

LA NASCITA
Quando si avvicina l’ora del parto la temperatura corporea ottimale scende a 36° ma se dovesse salire oltre la norma che è di 38,5° è auspicabile chiamare il proprio veterinario di fiducia. E’ possibile che qualcosa stia andando storto e si debba intervenire con un taglio cesareo per salvare mamma e piccoli.
Questi episodi sono capitati molto spesso quando avevo il Cane Pastore Maremmano Abruzzese. Normalmente le femmine di questa specie canina, hanno cucciolate che si aggirano dai 14 ai 16 cuccioli. Con prole così numerose Il taglio cesareo era spesso la normalità. Pochissime volte è andato tutto bene e anche alcuni dei cuccioli spesso 3-4 difficilmente superavano i 4 giorni di età anche se alimentati secondo i canoni e con l’ausilio del biberon.

Il Cane Lupo Cecoslovacco avendo come massimo una nascita di 10 cuccioli, molto raramente presenta questioni legate al parto. In tanti anni l’unico taglio cesareo è stato subito un unica volta da Ajsha.
Nel momento “topico” le femmine mi cercano ululando andando su e giù per il recinto eccitate. Questo è un momento molto delicato per loro che le induce a cercare la mia compagnia che è sempre molto discreta. Esigono coccole e attenzioni che da parte mia e della mia famiglia vengono elargite in abbondanza. Solitamente rimango con loro per tutta la durata del parto senza intervenire in alcun modo, ma limitandomi ad osservare che proceda tutto nel migliore dei modi.
Mi permettono di aiutarle in caso di cucciolate numerose, ecco che allora la mia mansione si limita a: aiutarle ad espellere il feto ancora avvolto dal sacchetto amniotico legato alla placenta (che viene ingerita dalla madre) attraverso il cordone ombelicale, (attenzione per fare questo è necessario una buona dose di esperienza per non creare danni al nascituro) alla pulizia dei cuccioli ed eventualmente al loro spostamento per permettere un maggior movimento alla “Lupa” che si appresta alla nascita di un altro cucciolo.
I cuccioli generalmente hanno un peso di 500 grammi, ricoperti di una folta pelliccia che copre tutto il loro corpo, sono sordi e cechi, si muovono strisciando e si indirizzano verso le mammelle rigonfie di latte, sollecitati dalla madre e aiutati dal loro olfatto che è già attivo.

Puoi osservare come Cosmo Daniel Elite Queena mamma dei piccoli che nel video hanno 15 giorni di età, accolga con apprensione Cosmo Daniel Elite Senesio suo compagno è papà dei cuccioli, che è felice di conoscerli. Come raccontato in precedenza, da alcuni anni le femmine rimangono all’interno della mia abitazione per un periodo di circa 30 giorni. Dopo tale periodo si rende necessario portarli nelle loro casette all’interno del parco dove vive il “Branco”. Restare 30 giorni all’interno della casa aiuta i piccoli a conoscere fin dal loro sviluppo uditivo e visivo: vari rumori e sollecitazioni che saranno utili al loro sviluppo cognitivo e sensoriale.

Curiosità-Studio Quando abitavo a Vische in provincia di Torino. Ogni qualvolta la “Lupa” partoriva un cucciolo, che subito dopo la nascita si metteva ad uggiolare, i due maschi adulti Iris appartenente al ruolo sociale: di Capo Branco e Cosmo Daniel Elite Ermes suo figlio ruolo sociale: guardiano colui che controlla e scaccia l’intruso, iniziavano un rituale che ha solleticato in me una grande curiosità. Correvano in su ed in giù per i rispettivi recinti fissandosi negli occhi con atteggiamento molto minaccioso, ringhiando e abbaiando in modo concitato.
Penso che questo rituale serviva a definire ancora una volta chi avesse continuato ad essere il leader all’interno del “Branco”.
Sottolineo che per tutta la durata del parto, prima e dopo la nascita dei cuccioli, tolto questo episodio regnava un silenzio quasi irreale.

Nell’abitazione attuale di Saludecio in provincia di Rimini, le dinamiche sono in parte cambiate. Le sistemazioni degli esemplari sono diverse e quindi non possono più fronteggiarsi. Stanno ognuno nei loro box tranquilli aspettando che anche l’ultimo “Lupetto” sia nato solo allora improvvisano, un melodioso ululato di benvenuto e ogni volta il mio corpo è attraversato da un brivido di immensa gioia e gratitudine nel poter vivere questi magici momenti lontani dalla realtà comune.
Assistere alla nascita dei cuccioli è un’emozione sempre nuova e gratificante che dura fino al momento dell’adozione dei cuccioli.

Quando le mamme alloggiavano nelle casette all’interno del parco: per le prime due settimane dopo il parto, periodo considerato più a rischio per il cucciolo, mi alzavo al mattino presto verso le 3 e poi nuovamente alle 8. Anche durante il giorno, vegliavo su di loro per assicurarmi che tutto andasse per il verso giusto. Effettuavo l’ultima visita alle 22 ora in cui gli davo la buonanotte assicurandomi che tutti madre e cuccioli fossero tranquilli.
Mi rendo conto che questo atteggiamento, oltre alla professionalità nasconde anche dell’apprensione, ma credo che sia essere un’ottima qualità il sapersi ancora emozionare di fronte ai propri cuccioli e a momenti belli legati al mistero della vita.

Quando da qualche anno le mamme hanno iniziato ad alloggiare in casa: ho potuto osservare, con precisione che i cuccioli succhiano il latte della loro mamma a orari ben precisi, non un minuto di più né uno di meno. Appena nascono cercano subito il latte che in quel periodo è ricco di colostro, una vera manna per il loro benessere, e praticamente non si staccano quasi mai dalla mammella. Poi con il passare delle ore regolano la poppata, dallo stare sempre attaccati con una certa avidità legata al loro spirito di sopravvivenza, a quindici minuti da una poppata all’altra, poi con il passare dei giorni diventeranno trenta minuti, un’ora, due ore e così via fino a quando sarà la loro mamma a circa trenta giorni di età a decidere quando sia ora di allattarli, iniziando così a regolare il loro ritmo e permettendo in questo modo anche di poterli svezzare con della carne
macinata o delle crocchette per cuccioli. Il latte invece, quando la “lupa” avrà smesso di produrlo intorno ai quarantacinque
giorni di età del cucciolo, non dovrà più essere somministrato in modo artificiale, anche se è possibile in casi estremi somministrare ai cuccioli del latte di capra che è più nobile e digeribile, per aiutarli ad assimilare il nuovo cibo.
Fino al momento dello svezzamento, la mamma è una vera fonte inestimabile di latte per il sostentamento del piccolo. Questo è un periodo molto importante per il cucciolo che deve stare a contatto con la madre che lo educherà al momento giusto per nutrirsi, al momento del sonno e al momento in cui deve giocare e condividere la sua esperienza con tutto il branco.
È sempre mamma “lupa” che mi indica con precisione, attraverso la sua comunicazione, quando sia giunto il momento di integrarlo nel “Branco” per iniziare la scuola di vita che solo un gruppo ben equilibrato può donargli e che gli rimarrà in
modo indelebile per tutta la vita.

Nonostante i cuccioli siano alimentati a sufficienza, almeno 4 volte al giorno, la madre alcune volte rigurgiterà il suo stesso cibo come solitamente avviene in natura. Questo gesto è molto gradito, al punto che, il pasto viene considerato come qualcosa di davvero eccezionale.
È comunque importante, dopo il parto, fornire una corretta alimentazione anche alla lupa che deve consumare il cibo in diversi momenti della giornata. Inoltre, fornirle anche un’adeguata quantità di liquido per sostenere la sua produzione di latte.
Approssimativamente essa dovrebbe ricevere il 50% in più della solita razione nella prima settimana, il 100% in più nella seconda e almeno 3 volte tanto da questo momento in poi.
Una particolare curiosità è che tutte le mie femmine di Cane Lupo Cecoslovacco, nelle prime due settimane dopo il parto, gradiscono molto essere alimentate dalla mia mano. Probabilmente questo è riconducibile al legame affettivo instaurato tra l’uomo ed il lupo, accentuato dal fatto che la mia figura ha una particolare collocazione all’interno del “Branco”.
Il legame degli esemplari appartenenti al Cane Lupo Cecoslovacco con il lupo si può notare in tutti i comportamenti dei soggetti la cui selezione è stata coerente allo standard.
Il Cane Lupo Cecoslovacco come il suo antenato il Lupo, ha mantenuto una particolare riluttanza nei confronti di tutte le strutture artificiali, accentuata nei momenti che precedono e seguono le fasi importanti come la nascita dei cuccioli.
A tal proposito le mie femmine, subito dopo il periodo dello svezzamento sentono il bisogno di spostare la cucciolata in un’altra “tana”.

Cucciolo Cosmo Daniel Elite di 45 giorni che guarda il territorio sottostante dalla tana scavata sotto la radice di una pianta di olivo, dalle femmine del “Branco”

Nel parlare del parto e dei suoi momenti caratteristici, è molto importante non cadere nell’errore di generalizzare un fenomeno che invece è molto particolare e legato al carattere di ogni singolo esemplare.
Ho assistito a diversi parti e ogni volta per me è un’esperienza nuova ed emozionante.

Curiosità-Studio ogni femmina a un suo modo di partorire e un suo il livello di sopportare il dolore.
Ci sono “Lupe” che si lamentano durante tutto il parto anche se hanno pochi cuccioli, esattamente come ci sono esemplari che dopo il primo cucciolo non danno più segni di sofferenza.
Anche riguardo alle posture assunte nel momento “topico” si può notare una considerevole varietà. Alcune partoriscono il primo cucciolo in piedi e i seguenti sdraiate sempre in una sola posizione e viceversa.
In altri casi vanno sempre avanti e indietro, sedendosi per ogni espulsione. L’importante per un buon proprietario è assistere senza interferire, limitandosi a chiamare il veterinario nel caso si presentasse un problema.
Anche nel caso in cui ci fosse la necessità di effettuare un taglio cesareo, la situazione non diventa affatto preoccupante. Superati i primi giorni, in cui la femmina rimane disorientata a causa dell’anestesia che le ha impedito di essere consapevole della nascita dei suoi cuccioli, specialmente se primipara, tenendola sotto controllo e dandole il nostro amorevole supporto, procede tutto per il meglio.

Qualunque sia il tipo di parto, per la prima settimana dalla nascita dei cuccioli, è mia abitudine lasciare tranquilla mamma e cuccioli. Una cosa molto significativa che ho notato è che trascorse appena due settimane dal parto, la femmina avverta il bisogno di allontanarsi dalla tana per brevi periodi, quindi viene liberata dalla costrizione del recinto, dandole la possibilità di correre in tutta libertà.
Lo scopo è quello di ridare tono alla muscolatura potendosi riprendere dallo stress subito.

Consiglio sempre, nel caso in cui non si potesse dare la possibilità alla lupa di correre e giocare per alcuni attimi senza avere i suoi cuccioli intorno, di darle comunque la possibilità di salire sopra la cuccia, oppure ricavare uno spazio idoneo ad ospitare solo la madre, dandogli modo di controllare ugualmente i cuccioli. Personalmente ho ricavato un piccolo recinto dentro al recinto grande dove i cuccioli vengono ospitati fino alla loro adozione. E’ un recinto alto un metro per dare la possibilità alla femmina di entrarci agevolmente con un balzo, delimitato da rete metallica per darle la possibilità di osservare i suoi cuccioli senza stare a contatto diretto con loro.
Questo particolare recinto o dare la possibilità di salire sopra la superfice piana di una cuccia, sono degli ottimi anti stress per la madre che ha necessità di stare anche un pò da sola a riposare tranquilla.
Lasciarla sempre con i cuccioli che continuando a crescere giocano e chiedono continue attenzioni oppure cercano di succhiare il latte anche se ormai sono svezzati e la mamma inizia a rifiutarsi di allattarli, sarebbe una grande fonte di stress per entrambi. La madre sarebbe costretta a richiamarli spesso attraverso un sonoro ringhio e in questo modo il cucciolo acquisirebbe soltanto lo stress della mamma percependo che è normale ringhiare al minino gesto, invece che imparare a controllare l’esuberanza dettata dall’essere cucciolo.
Un ringhio di ammonimento dato solo esclusivamente nel momento giusto al cucciolo indisciplinato ha tutt’altro effetto ed è sinonimo di una corretta educazione e socializzazione.

Cosmo Daniel Elite Queena con cuccioli di 5 giorni, in casa perfettamente rilassata.

Secondo la mia esperienza di convivenza per più di 20 anni con un numeroso “Branco” che è sempre in movimento mai statico, con cui condivido ogni attimo della mia vita, è fondamentale conoscere le caratteristiche che il Cane Lupo Cecoslovacco che ha ereditato dal suo antenato, il Lupo, per poterlo educare e gestire correttamente creando una migliore convivenza senza incorrere a spiacevoli incomprensioni.

Le antenate Lupe in natura: la gravidanza, come per il Cane Lupo Cecoslovacco, dura circa 63 giorni.
Le tane vengono allestite con largo anticipo e sono sempre collocate vicino all’acqua, forse per la grande necessità di liquidi della femmina durante l’allattamento.
Il parto dura diverse ore ed il cucciolo quando nasce è avvolto nel sacchetto amniotico, seguito dalla placenta, cui è connesso dal cordone ombelicale. La madre lacera con i denti la membrana amniotica, liberando il cucciolo dal sacco e recide il cordone lasciandone un moncone lungo un paio di centimetri.
Solitamente la placenta e tutti gli invogli vengono ingeriti dalla madre appena dopo il parto. Questo comportamento è strettamente legato a ragioni di tipo igienico. Per la stessa ragione anche eventuali feti non completi, o nati morti, vengono di solito mangiati.
Dopo pochi minuti dalla nascita il cucciolo, aiutato dalle vigorose leccate della madre, si avvia verso le mammelle e inizia a succhiare. Il peso medio di un cucciolo appena nato è di circa 540 gr.
I lupi nascono ciechi, sordi e ricoperti di foltissimo pelo lanoso di colore scuro. Rimarranno nella tana fino all’ottava decima settimana, anche se il rifugio potrebbe essere abbandonato per uno nuovo qualora la madre percepisse un pericolo.
Di solito la femmina che partorisce per la prima volta ha una cucciolata poco numerosa che può variare da 2 a 5 cuccioli. Nei parti successivi il numero può salire a 6 – 7 cuccioli. Sono stati comunque documentati casi limite in cui, in una tana, si trovassero 15 cuccioli. In questi casi, alcuni di loro sono purtroppo destinati a morire, in quanto la lupa solitamente non è nelle condizioni di allattarli tutti.

“Un Lupo non è un burattino di carne che segue ciecamente i dettami della sua eredità biologica, perlomeno non lo è più di quanto lo siano gli esseri umani.
Un lupo è adattabile, anche se non infinitamente adattabile (ma chi o che cosa lo è?).
Un lupo, non meno di un uomo, può giocare la sua carta che gli è stata data. E ciò che è più importante, voi potete aiutarlo a giocarla.
E a mano a mano che migliora nel gioco, il lupo diventa sempre più sicuro di sè. Gli piace quello che impara e vuole imparare di più.
Diventa più forte e, di conseguenza, più felice”.

(Mark Rowlands insegna filosofia all’Università di Miami autore e scrittore della Sua Storia Vera “Il Lupo e Il Filosofo”)

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