Andrè Sousa

Buongiorno Daniela,
mi chiamo André e ti rispondo da Lucca, Toscana.
Ho trovato il libro “Il Cane Lupo Cecoslovacco” molto interessante per diversi motivi.
Primo fra tutti perché intrinseco di esempi relativi a situazioni reali, direttamente vissute. Ciò infonde sicurezza, perché qualora ne avessimo bisogno, potremmo contare sulla tua grande esperienza.
Dalle righe emerge la tua passione…, si legge… e si vede nei filmati di YouTube.
Un altro motivo di gradimento sono i continui riferimenti al lupo, e per un po’, devo dire, che ho faticato a distinguere quando si parlava di uno o dell’altro: erano e sono un tutt’uno.
Così facendo hai rafforzato una mia grande convinzione: se voglio farmi capire da te, devo parlare la tua lingua… Come potrei pretendere che tu mi capisca se mi rivolgessi a te parlandoti in portoghese? (La mia lingua madre).
Avevo una gatta certosina, e spesso sentivo i soliti discorsi a cavolo: il gatto non ha bisogno, il gatto non da… il gatto non capisce… il gatto bla bla bla… ma ho passato io ore ad osservarla e a capire come potevo comunicare con lei, non certo loro… Le mancavano solo le parole e saper abbassare le maniglie delle porte…
Dal primo momento che ho visto il Cane Lupo Cecoslovacco, me ne sono innamorato e da un anno rifletto sul da farsi: son giunto ad una conclusione.
Spesso mi son sentito dire: non è il cane per te; non hai mai avuto un cane, non sai come fare; vivi in appartamento. Se è per questo non avevo avuto mai un gatto e soprattutto avevo paura di loro.
Questo per dire che hai rafforzato alcune mie convinzioni che attuo anche nel mio lavoro: preferisco allenare un cliente che non sa nulla di palestra, piuttosto che cambiare le abitudini di chi crede di sapere. Quindi 👍👍👍
Sono stato un po’ prolisso, immagino, nell’esprimere il mio gradimento.